Abbandonata la piccola
giara basaltica di Tresnuraghes, confinante con il grande espandimento
vulcanico di Flussio e Tinnura, il paesaggio è di nuovo quello sedimentario
marino con marne più o meno arenacee e calcari biancastri. Superata la
stazione, la ferrovia aggira il centro abitato e al valico si apre un
panorama mozzafiato: da Porto Alabe a Capo Marrargiu il mare si frange
sulla costa frastagliata.
La particolare conformazione,
l'esposizione e la natura litologica di questi versanti, che danno origine
alla valle del Rio Abba Mala, hanno consentito, fin dai tempi antichi,
la coltura di uliveti e vigne pregiate. Sono rinomati i vitigni di Girò
e Malvasia, che hanno dato un'impronta positiva all'economia locale.
Proseguendo si può
notare in lontananza verso Ovest l'ampio cono della punta Lorio, coronato
in sommità da calcedonio, varietà di silice colorata usata in antichità
per usi ornamentali. In questi siti sono stati rinvenuti inoltre numerosi
tronchi d'albero silicizzati.
Proseguendo verso
Nord si scorge il monte Alvu, dove si coltivano cave per la produzione
di malte cementizie, largamente utilizzate in passato per le ottime caratteristiche
di presa e resistenza. Notevole nella regione la produzione di pietrame
da costruzione, tra cui i tufi vulcanici usati in edilizia. La cava sul
Rio Turas ha prodotto gran parte del pietrisco per la costruzione dell'intera
ferrovia da Macomer a Bosa.