SINDIA - TRESNURAGHES

 

Appena lasciato il centro abitato di Sindia si scorge verso Nord l'incisione fluviale del Rio Mannu. In questa zona si rileva il contatto tra i basalti provenienti dal centro eruttivo di monte S.Antonio, un vulcano ormai estinto, e le ardesiti del monte Rughe. Il tabulato basaltico prosegue sino ai centri di Flussio e Tinnura, passando dal paesaggio vulcanico a quello sedimentario, dove circa 20 milioni di anni fa si estendeva un mare caldo, poco profondo e riccamente abitato da numerose specie animali. Dalla distribuzione attuale dei terreni di origine marina, durante il Miocene, in tutta la Sardegna risulta chiaro che dal Golfo dell'Asinara a Nord al Golfo di Cagliari a Sud, esisteva un grande canale marino, con ai bordi insenature più o meno ampie. Una di queste è l'attuale Planargia, occupata da vigneti, uliveti e dai centri abitati di Magomadas, Flussio, Modolo e Tresnuraghes. La pietra da costruzione è ora la marna biancastra, come testimoniano i muretti a secco e le case.

 

Sullo sfondo il complesso del Montiferro, l'edificio vulcanico più importante dell'isola, che domina i sedimenti marini di età miocenica, visibili in primo piano

Numerosi sono stati i ritrovamenti fossiliferi in queste marne e arenarie di colore biancastro: spugne, coralli, crostacei, grandi tartarughe marine e perfino mammiferi marini di dimensioni notevoli come il dugongo, specie simile al tricheco e alla balenottera, rinvenuto a circa 50 metri dal casello ferroviario di Tresnuraghes.

 

 

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TRATTA II
 TRATTA III
  TRATTA IV 
  TEMPI GEOLOGICI